TRAVAGLI DEMOCRATICI

L’ammuina del “nuovo” Pd

Parte l'operazione maquillage. Il dimissionato Gariglio lavora alacremente ai futuri assetti del partito regionale. Minoranze pronte alla gestione unitaria. E la coalizione di centrosinistra in Regione si prepara per il ritiro di Usseaux

Per qualcuno sono i figli legittimi del conte Salina, per altri è l'ennesima sceneggiata da ammuina napoletana. Non si aspettino sconvolgimenti gli osservatori delle vicende democratiche, d'altra parte come diceva un mitico dirigente comunista come Tino Pace, La situassion a l'è cola ca l'è, i quader a son cui ca son, per la rivolussion a j è temp. Forsa fieuj. E la situazione del Pd piemonte è quella che è, con il gruppo dirigente finito sul banco degli imputati (politici) per i pasticci nella raccolta delle firme alle scorse Regionali e una linea politica poco chiara e, soprattutto, scarsamente autonoma e riconoscibile.

 

Due fronti aperti per il segretario dimissionato Davide Gariglio. Da una parte ci sono le minoranze del Pd che lo incalzano sulla formazione dei nuovi assetti, dall’altra c’è Sergio Chiamparino che vuole imporre tempi e temi al gruppo dem in Consiglio regionale, al punto da suggerire a Mario Giaccone un seminario per serrare le file. Sono ore febbrili quelle che sta trascorrendo il numero uno del Pd piemontese impegnato a stendere il programma che, nelle sue intenzioni, dovrebbe ridare slancio all'iniziativa del partito e, non ultimo, permettergli di superare indenne la buriana prossima ventura con la chiusura dell'indagine penale sulle firme false (o, almeno, di poterne condividere il carico).

 

Nella giornata di domani, venerdì, sono in calendario gli ultimi incontri con le minoranze (alle 16, è fissato quello con gli esponenti di Rifare l'Italia), anche se ormai l'ingresso dei Giovani Turchi nella nuova maggioranza sembra cosa fatta. Ma anche la sinistra (e persino gli ex civatiani) non avrebbero opposto pregiudiziali insormontabili per un loro coinvolgimento. Questo per il livello regionale, mentre attorno a Fabrizio Morri non pare registrarsi la medesima volontà unitaria (probabile un rinvio del regolamento di conti a dopo la pausa estiva e, forse, al termine della Festa dell'Unità).

 

Secondo rumors che hanno preso a circolare in queste ore l’ala sinistra del partito verrà “gratificata” con la designazione di Mario Sechi vicesegretario, cui verrà affiancato un giovane fassiniano, Dimitri Buzio, biellese di nascita, ma ormai stabilizzato a Torino dove lavora in LegaCoop. Ma come si diceva, nessuno immagini rivolgimenti o tantomeno rivoluzioni da parte di Gariglio: mescola un po’ le carte quel tanto per rimanere mazziere. Sempre secondo quanto trapela sarebbe intenzionato a escludere i sindaci – Rita Rossa di Alessandria e Andrea Ballarè di Novara – troppo impegnati nelle loro città e poco presenti in questa prima fase di mandato e rimpiazzarli con personalità operative che abbiano più tempo da dedicare al partito. A questo proposito è già stato buttato giù uno schema con i dieci dipartimenti tematici di cui si occuperà il nuovo gruppo di lavoro: 1) Politiche economiche dell’innovazione e del lavoro, 2) Cultura turismo e sport, 3) Ambiente urbanistica e montagna, 4) Infrastrutture e trasporti, 5) Servizi pubblici locali e riforme istituzionali, 6) Salute, 7) Politiche sociali, della salute e della casa, 8) Istruzione, formazione professionale e università, 9) Organizzazione e innovazione del partito e 10) Comunicazione. A vederla così, fatta eccezione per la voce dell’organizzazione sembrano le deleghe dei vari assessori regionali, al punto che qualcuno avrebbe già fatto notare a Gariglio che il partito non è un’appendice del governo regionale e che, per esempio, non può dimenticare un’articolazione che ogni organizzazione politica si dà come quella del rapporto con gli Enti locali (per la quale i Turchi vedrebbero bene Andrea Pacella, mentre in alternativa potrebbero puntare su Rebecca Ghio per l’Istruzione). Un canale è stato aperto anche con un’altra componente della minoranza, quella Area Riformista che fa capo ad Andrea Giorgis, più radicali nella critica a Matteo Renzi, ma allo stesso tempo considerati più “malleabili” dagli ex rottamatori e soprattutto meno prolifici sui social media, dove invece imperversano Stefano Esposito e i suoi accoliti. Gli ex civatiani, infine, si accontenterebbero di una presenza simbolica nell’organismo dove potrebbe rientrare Fabio Malagnino. Tra domenica e lunedì Gariglio produrrà un documento da far sottoscrivere alle varie anime del partito, che sarà alla base della relazione con la quale si ripresenterà al cospetto dei membri della direzione (questa volta convocata in un hotel di fronte a Porta Nuova, per evitare la sauna di una settimana fa) e non è chiaro se l’adesione a tale documento rappresenti o meno un discrimine per l’ingresso nella nuova segreteria.

 

Intanto è stata fissata la data del seminario chiesto nei giorni scorsi dal portavoce in Consiglio di Chiamparino, Giaccone. Dopo la lettera del capogruppo del Monviso, Gariglio, pur un tantino irritato, si è diligentemente messo all’opera e ha fissato per il prossimo 24 luglio l’appuntamento cui sono invitati tutti i consiglieri di maggioranza. Un incontro che si terrà presso l’hotel Lago del Laux a Usseaux, nel Pinerolese, dove il vicecapogruppo Elvio Rostagno è stato sindaco prima dell’approdo a Palazzo Lascaris. “Un anno di governo regionale: bilanci e impegni per il futuro” è l’elettrizzante titolo dell’incontro.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    22:22 Giovedì 16 Luglio 2015 gattonero Andreotti aveva torto.....

    Il potere logora chi ce l'ha.....

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