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Razzi e mazzi, cose turche da Laganà

Nel ristorante romano, tappa abituale della politica di stampo renziano, reunion della corrente di Rifare l’Italia. Piemontesi al gran completo, capitanati da Esposito. E al motto di "Fatti li cazzi tua" hanno esorcizzato i commensali di un mese fa

Chissà a chi è toccato in sorte di accomodarsi sulla sedia che meno di un mesi fa aveva accolto le terga di Denis Verdini e a chi quelle del suo commensale da convincere, Antonio Razzi? Fatti li cazzi tua. Si vabbè, però la curiosità di fronte all’occupazione turca del ristorante Laganà, a due passi da via della Scrofa, uno degli indirizzi della Capitale fattasi renziana resta. Il locale, riferiscono i cronisti parlamentari è il bivacco prediletto di Luca Lotti, il “capo” dei rottamatori fiorentini. Attovagliati davanti a mozzarella, prosciutto, melone e un primo piatto leggero i giovani turchi – nel senso di esponenti della corrente Pd di Rifare l’Italia - c’erano proprio tutti. Dal presidente Matteo Orfini che ancora doveva digerire lo strappo di Gotor e Fornaro sul cda Rai, al ministro della Giustizia Andrea Orlando al neoassessore alla mobilità della Capitale Stefano Esposito che ligio alla suo nuova competenza si è mosso prima degli altri rinunciando alle ciance davanti alla tazzina vuota del caffè.

 

Al completo il plotone turco-piemontese con Anna Rossomando, gli alessandrini Daniele Borioli e Cristina Bargero, la cuneese e fresca vicepresidente del gruppo Pd alla Camera Chiara Gribaudo, la novarese Elena Ferrara, la moncalierese Elena Fissore. Nessuna spartizione dei tavoli su base regionale, per carità. Un po’ allo stretto per il gran numero, ma quella che sembrava più la cena di fine anno scolastico che non una riunione di corrente, in effetti, tale è stata. “Niente politica, tanto cazzeggio” rivela un insider. A volerne sapere di più si rischia un fatti li cazzi tua. Che sia un indizio su chi ha poggiato il lato b sulla sedia di Razzi?      

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