AFTER HOURS

Playstation e open bar, politica alla turca

La corrente Pd di "Rifare l'Italia" approda in riva al Po per l'annuale festa. Dibattiti e analisi, ma soprattutto gran cazzeggio per questi eterni figiciotti convertiti al verbo renziano. Finché dura, poi studieranno come sopravvivere

Ping pong, calciobalilla, playstation. Si ricreda chi s’aspettava liturgie e rituali del secolo ferrigno alla festa nazionale di Rifare l’Italia, in programma quest'anno a Torino dal 17 al 20 settembre presso l’Ecofoyer di corso Moncalieri. Lasciato il Circolo degli Artisti di Roma, presso il quale si sono svolte le prime due edizioni, in riva al Po la kermesse assumerà toni più leggeri, financo frivoli. La parola d’ordine sarà “open bar”, perfettamente in sintonia con il titolo, Left Wing, letteralmente “ala sinistra”. Così cambiano pelle i post-comunisti del Pd, almeno quelli che hanno scelto l'alleanza con Matteo Renzi e per questo ripudiati dagli antichi mentori, come Massimo D'Alema e Pier Luigi Bersani. Anche i giovani turchi, che poi tanto giovani, almeno i capi, non lo sono più da un pezzo, hanno svestito i panni lisi del funzionario di partito (e buttato i completi marroni di nonno Achille che fan perdere le elezioni) per darsi alla politica da bere.

 

Una metamorfosi avvenuta in meno di un paio d’anni e, francamente, dai caratteri talvolta un tantino grotteschi, come chi si ritrova a recitare un ruolo non suo, scimmiottando l’originale che alla fine viene sempre meglio. Basta scorrere il programma per scorgere i segni dei tempi che cambiano, sin dal primo giorno quando alle 20, dopo un paio di dibattiti, è prevista la lectio magistralis sul ping pong, condotta da Francesco Cundari, giornalista e scrittore di riferimento, autore del “Manuale del giovane turco”. Lezioni che poi andranno applicate in pratica nel successivo torneo con tanto di gozzovigliamento in terrazza. Insomma, meglio di un villaggio vacanze o dei campi scout tanto cari a Renzi, dove l’unico manuale ammesso è quello delle giovani marmotte. E dire che questa, una volta, era la corrente di Stefano Fassina.

 

Eppure l’iniziativa ha risvolti politici tutt’altro che marginali. Una vera e propria prova di forza da parte della principale corrente post-diessina del Pd, unica alleata del premier giunta dal fronte sinistro. Una tre giorni che deve servire per sancire la costituzione in struttura organizzata di un’area che fa riferimento al ministro Andrea Orlando e al presidente del partito Matteo Orfini - entrambi attesi a Torino - e che in Piemonte può contare su parlamentari sempre più di peso nello scacchiere nazionale come il senatore (e neo assessore ai Trasporti di Roma) Stefano Esposito e la deputata Anna Rossomando. Una scuderia amplissima quella dei deputati e senatori “turchi” in Piemonte tra i quali si annoverano Umberto D’Ottavio, Antonio Boccuzzi, Cristina Bargero, Daniele Borioli, Chiara Gribaudo, Elena Ferrara, Elena Fissore e Magda Zanoni. A loro si aggiungono i consiglieri regionali Domenico Ravetti e Antonio Ferrentino, il consigliere comunale Luca Cassiani, l’assessore di Palazzo Civico Enzo Lavolta. Saranno questi i soldati su cui i generali Orlando e Orfini punteranno quando sarà il momento di disarcionare Renzi, al prossimo congresso del 2017. Perché questo, secondo molti, è l'orizzonte che avrebbero in mente: fedeli fiancheggiatori ora, pronti a salvare la ghirba in caso di difficoltà. Cattiverie? Probabile, ma assai verosimili. La missione è ambiziosa e per questo partono per tempo, con una macchina da guerra (tutt’altro che gioiosa), radicata sul territorio e capace di mobilitare le truppe al momento della battaglia. Oggi alleati leali, domani avversari, ma senza dimenticare che “siamo dello stesso partito”.

 

Tantissimi gli ospiti di primo piano inseriti in una bozza di programma non ancora ufficializzata e in continua evoluzione: oltre al ministro Orlando sono previsti i colleghi dell’esecutivo, Maurizio Martina, Piercarlo Padoan e Graziano Delrio, Giuliano Poletti e Maria Elena Boschi e infine Paolo Gentiloni. Chissà come se la cavano loro alla play station o al calciobalilla, altre due attività previste dal programma nei giorni di venerdì e sabato. In questo caso la lectio magistralis sarà tenuta dal professore (lo è davvero) Massimo Adinolfi. Presenti anche i due big torinesi, ancorché nessuno dei due “turco”: Piero Fassino, che dovrebbe partecipare a un confronto con il collega di Genova Marco Doria, e Sergio Chiamparino, forse il principale riferimento in quella generazione di via Chiesa della Salute che da quasi trent'anni egemonizza la sinistra subalpina.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    09:35 Venerdì 04 Settembre 2015 usque tandem "poi studieranno come sopravvivere"

    provare a lavorare no?

  2. avatar-4
    16:12 Giovedì 03 Settembre 2015 pericle Ereditari

    E questi sarebbero gli eredi di Berlinguer?

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