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Koelliker, la Consolata non fa il miracolo

Il Tar del Lazio respinge l’istanza di sospensiva richiesta dalla struttura sanitaria religiosa in merito alle delibere sulla riorganizzazione della rete ospedaliera varate dalla Regione. E ora si stringono i tempi per l'accreditamento

Nel primo tempo della partita giudiziaria tra l’ospedale Koelliker e la Regione Piemonte che la proprietà del presidio di corso Galileo Ferraris ha scelto di giocare a Roma, le tesi dei Missionari della Consolata sono state respinte. Il Tar del Lazio ha rigettato l’istanza di sospensiva richiesta dalla struttura sanitaria religiosa in merito alle delibere sulla riorganizzazione della rete ospedaliera varate dalla giunta di Sergio Chiamparino. Il ticket Antonio Saitta-Fulvio Moirano incassa, dunque, un’ulteriore vittoria – sia pure parziale, in quanto si dovrà attendere la sentenza di merito – sul fronte dei ricorsi ai giudici amministrativi presentati da alcune cliniche private, ma anche da non pochi Comuni. Tutti atti depositati al Tar del Piemonte, eccetto il ricorso del Koelliker.

 

I Missionari della Consolata, attraverso i loro legali, avevano infatti deciso di rivolgersi al tribunale amministrativo del Lazio, motivando la scelta con il fatto che tra le norme impugnate vi era anche il decreto Balduzzi. Una decisione che secondo alcune interpretazioni avrebbe rischiato di vedere opposta dai magistrati laziali la loro incompetenza territoriale. Ipotesi smentita dai fatti: il Tar confermando la sua competenza ha, tuttavia, respinto la richiesta di vedere sospesa l’efficacia del decreto così come quella delle delibere regionali. Proprio in quanto ricorrente, il Koelliker - struttura della cui vendita (smentita dalla proprietà) si è occupato e si occupa un noto advisor romano – non ha sottoscritto la proposta presentata dal direttore generale della Sanità Fulvio Moirano e per questo figura tra i pochi istituti nei confronti dei quali, proprio in questi giorni, dovrebbe partire il percorso (fatto di avvisi e messe in mora) verso il disaccreditamento. Chi non sottoscrive l’accordo – secondo quanto annunciato nei mesi scorsi dall’assessorato di corso Regina – non potrà più lavorare per il servizio sanitario regionale. Una tegola pesantissima per la proprietà del Koelliker. Non di meno per quella futura, semmai il lavoro dell’advisor dovesse portare a un risultato, ad oggi (a quanto pare) ancora lontano.

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