VERSO IL VOTO

Salvini affonda Napoli “A Torino non un politico”

Il leader leghista stoppa sul nascere la candidatura a sindaco del vecchio notabile berlusconiano: "Degnissima persona, ma stiamo andando verso una soluzione al di fuori dei partiti". E salgono le quotazioni di Morano. Designazione la settimana prossima?

Sindaco di Torino uno che si chiama Napoli? Fossimo ancora ai tempi della secessiun e dei terun, l’Umberto Bossi avrebbe chiuso la questione con una battuta senza nemmeno dover togliere di bocca il toscano. Oggi il veto di Matteo Salvini alla candidatura dell’ex onorevole Macario è più sfumato, ma non meno tranchant: “Politico degnissimo, ma stiamo andando verso una candidatura di una personalità al di fuori dei partiti”, dice allo Spiffero e poi ripeterà al Corsera il leader del Carroccio. E questo, pur di fronte a un’operazione affidata a veline e sussurri orchestrati dalle parti del Transatlantico – ancora assiduamente frequentato dallo stesso Osvaldo Napoli – tesa ad accreditare un via libera da parte del capo leghista all’opzione interna per la scelta da parte di Forza Italia dell’uomo da contrapporre a Piero Fassino alle comunali dell’anno venturo. Un duro colpo dopo quel “No, assolutamente no” pronunciato da Berlusconi negli studi di Porta a porta.

 

Un muro difficilmente sgretolabile quello eretto dal Carroccio che non sfugge allo stesso parlamentare in pensione oggi sindaco di Valgioie. Il quale, da politico navigato qual è, fa bene i suoi conti e comprende come gli convenga alimentare le voci di un disco verde nei suoi confronti da parte del principale alleato non solo per tentare il tutto per tutto e magari superare l’attuale ostacolo che gli si pone davanti verso la corsa elettorale, ma ancor più per tenere alto il suo profilo in vista di un obiettivo meno aleatorio e per lui, comunque importante: prendere in mano le redini del partito subito dopo l’esito delle amministrative. Nel caso, ad oggi altamente probabile, dovesse essere un altro il candidato sindaco, magari un foresto rispetto alla nomenclatura azzurra, Napoli avrebbe buon gioco – ad urne appena chiuse - nel porsi come la necessaria alternativa, il conseguente interprete della svolta e quindi il successore di Gilberto Pichetto nel ruolo di coordinatore regionale. Il che non sarebbe solo una medaglia, ma significherebbe per l’abbronzato di Giaveno un ennesimo rientro in scena al momento giusto, ovvero gestire in prima persona la formazione delle liste e decidere i candidati per le future elezioni politiche. Comunque vada, Napoli non molla e fra moine e sorrisi da avanspettacolo ha iniziato a fare la festa all’amico Gil.

 

Ancora in bilico, invece, i nomi che sono da tempo sulla scacchiera di Arcore, luogo che nella geografia azzurra ieri l’altro ha sostituito Palazzo Grazioli quale sede dell’incontro tra Salvini e Silvio Berlusconi per discutere anche delle candidature per le più importanti città in cui si andrà al voto nel 2016. Nella dimora romana, peraltro, è tornato a riunirsi il tavolo ristretto bilaterale coordinato da Altero Matteoli attorno al quale siedono il governatore ligure Giovanni Toti, i due capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, il romano Sestino Giacomoni e il responsabile degli Enti locali Marcello Fiori. E lo stesso Matteoli continua a tenere il filo diretto con Giancarlo Giorgetti (l’ultimo confronto ieri), il parlamentare della Lega, fedele a Salvini e da questi incaricato di seguire la vicenda delle candidature.

 

Un altro filo tiene in qualche modo più vicino al Carroccio – proprio tramite Giorgetti – uno dei due notai in corsa per la candidatura torinese: Alberto Morano (foto). Il suo nome, insieme a quello del collega Giulio Biino, è nel dossier ormai da tempo. Lo stesso Morano avrebbe incontrato nelle scorse ore alcuni pezzi da novanta dell’entourage economico-finanziario dell’ex Cavaliere e lo stesso profilo del professionista, di “notaio della gente”, autorevole e impeccabile sul piano giuridico ma assai affabile (“alla mano”, assicura chi lo conosce bene) e per nulla con la puzza al naso, avrebbe vinto pure le ultime resistenze. L’eventualità di una sorpresa, appare piuttosto remota e anche il nome della pitonessa Daniela Santanchè, in chiave anti- M5s che schiera Chiara Appendino, pare più una boutade di qualche bontempone di corte che non una reale intenzione del Sultano.

 

Molto dipenderà dall’alleato leghista. E le cortine fumogene, i falsi segnali che passando per Roma tornano in Piemonte spiegano come la faccenda sia tutt’oggi meno complicata seppure non pochi  nodi restino ancora da sciogliere. Di certo l’ex onorevole Macario vuole stare sul palcoscenico o, comunque, da quelle parti. Se non da capocomico, magari da impresario.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    09:23 Giovedì 19 Novembre 2015 usque tandem Autocandidatura Napoli?

    È significativo che persino Salvini si sia accorto che è una boiata.....

  2. avatar-4
    16:36 Mercoledì 18 Novembre 2015 aurelio67 Che la candidatura Napoli se l'era inventata da solo lo avevano capito tutti...

    ...bravo "Spiffero" a parlare di personaggio da avanspettacolo.Povera Italia.

  3. avatar-4
    14:51 Mercoledì 18 Novembre 2015 daniele galli nebbia fitta

    come sempre, quindi decisione in prossimità delle elezioni. Che strano dei politici che non vogliono un politico come candidato sindaco, che fanno si auto delegittimano da soli ????

  4. avatar-4
    09:39 Mercoledì 18 Novembre 2015 Wlalega2015 Per un attimo ho tremato !

    Mi venuto un brivido alla schiena quando letto ( A Torino non un politico ) subito ho pensato a Ricca o Carbonero ffff scampata. Poi ho capito che Salvini intendeva uno fuori dalla politica non X incapacità ma uno fuori dagli schemi politici..... Anche se devo dire che quei due rappresentano proprio l'antipolitica Uno che gioca in commissione con l'iPad E l'altro che sempre cerca di collocazione per la propria famiglia.

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