VERSO IL VOTO

Fassino la Canta (e le suona) ad Airaudo

Il sindaco lavora alla lista da schierare a sinistra del Pd. Oggi primo incontro organizzativo. Dopo l'abbandono di Sel ora si punta alla Cgil. E circola con insistenza il nome dell'ex segretaria di Torino, corteggiata come capolista (e futuro assessore)

Il ritornello è “Centrosinistra unito” che Piero Fassino ormai ripete come un mantra da quando ha lanciato la sfida per un secondo mandato al piano nobile di Palazzo Civico. E mentre gli appelli vengono sistematicamente rispediti al mittente da un Giorgio Airaudo, ormai proiettato nella sua battaglia contro l’icona del renzismo sotto la Mole, il Lungo lavora sottotraccia a sottrarre alla Sinistra Italiana, riunita al fianco dell’ex numero uno della Fiom piemontese, l’humus elettorale dal quale dovrebbe alimentarsi.

Prima l’operazione su Sel, che ha portato alla scissione, di fatto, dell’ala “governista” del partito, incarnata dalle assessore al Comune di Torino Maria Grazia Pellerino e in Regione Monica Cerutti, assieme al presidente della Circoscrizione X Marco Novello. Ora al centro delle attenzioni del sindaco e dei suoi collaboratori c’è la Cgil, il sindacato dilaniato tra le spinte massimaliste e l’ancoraggio al Partito democratico, che, al momento, resta la formazione di riferimento seppur da posizione dialettica. Le dinamiche locali si mescolano con quelle nazionali, che vedono l’organizzazione di Susanna Camusso impegnata in un confronto senza esclusione di colpi con il premier Matteo Renzi. Il passaggio è stretto, strettissimo, e lo testimonia la cautela adottata da chi si sta adoperando nell’opera di proselitismo: basti pensare che la Cgil con cui a Torino il Pd cerca di dialogare è la stessa che raccoglie le firme contro il Jobs act.

Per aprire una breccia in quel mondo orgogliosamente di sinistra è stata messa in campo la lista civica cui sta lavorando l’assessore al Bilancio e al Patrimonio di via Milano Gianguido Passoni. Una formazione che nel mosaico dell’alleanza fassiniana si colloca alla sinistra del Pd, con il dichiarato proposito di drenare consensi in tutto quel mondo di associazioni e organizzazioni che pur ponendosi con atteggiamento critico verso le politiche nazionali di Renzi, intendono rimanere ancorate, almeno nelle amministrazioni locali, al centrosinistra e al Pd.

Questa sera ci sarà la prima riunione organizzativa del gruppo operativo: Passoni, Cerutti, Pellerino, Novello e alcuni amministratori locali per lo più fuoriusciti da Sel. A gennaio è previsto, invece, il primo appuntamento pubblico per presentare il nome (che dovrebbe giocare sulle parole “sinistra” e “Torino”) e alcuni candidati. E proprio sui nomi il riserbo è totale anche se ormai circola con sempre maggiore insistenza quello di una figura nota al mondo del lavoro subalpino, ovvero Donata Canta, ex segretaria generale della Camera del lavoro di Torino, donna molto ben inserita nel mondo cigiellino, al momento senza un incarico. Che sia lei il grimaldello per penetrare nel cuore del sindacato rosso? Una cosa è certa: l’uscita allo scoperto di Airaudo ha favorito lo spostamento di quadri e attivisti verso la Cosa Rossa, a partire dai metalmeccanici. Ma allo stesso tempo ha suscitato una reazione uguale contraria nei confronti di quello zoccolo duro che si è sempre ritrovato a difendere l’organizzazione dagli assalti congressuali della Fiom, regolarmente respinti con perdite, fino all’ultima soluzione unitaria. È a loro che la “lista Passoni” si rivolge: dirigenti come Elena Ferro, ex assessore provinciale all’Ambiente durante l’ultima giunta a Palazzo Cisterna di Mercedes Bresso, quando militava nei Comunisti italiani, oggi componente della segreteria regionale. Lo stesso dicasi per Graziella Rogolino e Laura Seidita, certamente più vicine al Pd che alla Sinistra Italiana. In questo contesto, fluido e in continua evoluzione, si muovono gli emissari di Fassino, che dovrebbero poter contare su un ufficiale di collegamento decisamente strategico come Pierino Crema, guarda caso braccio destro proprio della Canta finché è rimasta in carica.   

Airaudo, intanto, è diventato una trottola: batte Torino palmo a palmo, fissa decine di incontri alla settimana: piccole riunioni con otto massimo dieci persone. Un ritmo sfiancante che lo tiene a Torino almeno cinque giorni su sette. Al suo fianco, giovani volenterosi come Andrea Aimar delle Officine Corsare, (il teorico del sostegno ad Airaudo per far vincere i 5 stelle al secondo turno), il numero uno della Fiom Federico Bellono, l’ex assessora regionale Eleonora Artesio, i consiglieri di Sel in Sala Rossa e Palazzo Lascaris, Michele Curto e Marco Grimaldi, l’ex assessore della giunta Castellani e ancor prima militante dei Cric (Centro di ricerca e iniziativa comunista che ricercava la rivoluzione , editando quaderni illeggibili) Stefano Alberione, oggi in Rifondazione. Cui si aggiungono i civatiani di Possibile e gli ex grillini di Alternativa Libera, che nei giorni scorsi hanno costituito l’associazione, diretta emanazione del gruppo parlamentare.  Sabato al Bunker di via Paganini ci saranno tutti per la seconda uscita pubblica di Airaudo.

print_icon