RETROSCENA

Palenzona benedice l’avanzata turca

E' atteso anche Big Fabrizio al summit sul futuro della provincia di Alessandria promosso dal vecchio notabile democristiano Gatti nell'ex convento di Bosco Marengo. Iniziativa che rinsalda l'asse tra i seguaci di Rifare l'Italia e la componente popolare

Ma quanto sono popolari questi giovani turchi? Per cercare di capirlo vale la pena di fare una capatina, stamane, in quel di Bosco Marengo, pochi chilometri da Alessandria, appena fuori l’abitato dove il complesso di Santa Croce voluto da Papa Pio V (che qui ebbe i natali) ha accolto anni fa un ambizioso quanto non poi così fortunato Political Forum, personaggi come Gorbaciov, Benazir BhuttoJaruzelski e adesso vede un pressoché coetaneo degli appena citati leader accogliere politici e amministratori pubblici, personaggi dell’economia e gente che, come si dice, conta. Pare arriverà anche Fabrizio Palenzona, giusto per capirci. Gli scenari non sono quelli mondiali che, con smania di grandezza, qualcuno aveva voluto portare qui una decina d’anni fa. Il potere, però, c’è sempre. E Agostino Gatti, l’anfitrione della giornata che per avere un titolo lo ha scelto senza troppi sforzi nel “Futuro della provincia di Alessandria”, il potere lo frequenta da sempre, sia pure nella provincia mandrogna e qualche capatina fuori, come in Fondazione Crt di cui fu anche vicepresidente.

 

Ma che c’entra la popolarità dei giovani turchi con il vecchio democristiano, memoria storica ma vivida della politica alessandrina e pure piemontese, allievo di Donat-Cattin, amico e prezioso consigliere di Gianfranco Morgando, fidato braccio destro di Palenzona quando questi era presidente della Provincia e poi ancora successivamente, custode e interprete di un fare politica, tra Palazzi e piazze, con un’agenda zeppa di nomi che contano, di banchieri e sindaci di paese, ma anche di comuni mortali che non si dimenticano di lui e lui di loro? C’entrano, i giovani turchi, perché la popolarità che oggi promana su di essi nel paese che ha pure visto nascere qui, secoli dopo un papa il cardinale azzurro Ugo Cavallera, non è quella delle comparsate televisive, dei post sui social o dei lanci di agenzia (che peraltro vedono altri dem assai più rapidi e fecondi rispetto a quelli di Rifare l’Italia). No, è quella dei Popolari tout court, intesi come legittimi eredi dello scudocrociato, incarnati e interpretati al meglio proprio da Gatti.

 

Tessitore e pescatore di e con una rete che nei decenni, democristiani prima, popolari poi e dem adesso, Gatti porta in dote quel quid che se non manca certo non avanza alla componente del partito vicina, pur critica, a Matteo Renzi e che proprio tra Tanaro e Po conta due parlamentari su quattro (Daniele Borioli e Cristina Bargero) e un consigliere regionale (Domenico Ravetti) su due. Il feeling verso i turchi della corrente della sacrestia di Davide Gariglio viene digerito dai fassiniani come un piatto di gnocchi freddi, ancor più proprio nel Basso Piemonte dove Futuro Democratico ha il suo nuovo coordinatore in Paolo Filippi che proprio a Gatti è stato molto legato per poi rompere in maniera brusca.

 

Oggi si dice saranno parecchi i sindaci che arriveranno in quello che nacque come convento domenicano, forse anche quello di Alessandria Rita Rossa. Il calepino del vecchio diccì. ora ascoltato zio dei giovani turchi ha sfornato nei giorni scorsi numeri su numeri e anche chi storce il naso davanti a questa alleanza difficilmente rinuncerà a omaggiare Big Fabrizio. Basta ricordare cosa accadde un anno fa quando sempre sotto la regia “felina” alla lectio magistralis del camionista accorsero in massa piccoli e grandi nomi della politica piemontese, tutti in fila a baciare la pantofola. Oggi l’eminenza grigia mandrogna ha invitato a tenere la lezione un sociologo, non uno a caso: Aldo Bonomi, consulente del Cnel, collaboratore del Sole 24 Ore e, ça va sans dire, molto amico di Palenzona. Del futuro della provincia discuteranno, poi, il presidente della Commissione sanità di Palazzo Lascaris, Ravetti e il senatore Borioli, due del terzetto turco, mancante della deputata Bargero rimasta a Montecitorio per la votazione della Legge di Stabilità.

 

Sopra tutti e tutto, aleggerà lo spirito ecumenico sì, ma non di meno pragmatico che l’anziano Gatti continua a interpretare e diffondere nella politica. Mutevole si sa (e, soprattutto, lui lo sa) senza perdere l’abitudine ai vecchi sistemi, imparati nella scuola della Balena Bianca. Quanto sono popolari i giovani turchi. Tanto da fare le guest star, sotto la regia di un notabile della vecchia Dc, in quello che nacque come convento. Lo volle Papa Ghislieri che nel 1500 organizzò una coalizione di Paesi europei per contrastare l’avanzata turca. Oggi qui la si benedice.

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