POLITICA & GIUSTIZIA

Firme false Pd, Lega parte civile

Il Carroccio piemontese si costituisce in giudizio nell'udienza preliminare del 26 gennaio. Cota: "Faremo emergere quanto fatto dalla sinistra". Dieci richieste di rinvio a giudizio. E tra una settimana c'è il Consiglio di Stato

Ora la Lega Nord vuole i danni, morali e politici. Il Carroccio piemontese si costituisce parte civile nell’udienza preliminare del prossimo 26 gennaio al Tribunale di Torino, nel procedimento penale sulle presunte firme false raccolte in calce alle liste a sostegno della candidatura di Sergio Chiamparino alle scorse elezioni regionali. Questa iniziativa serve per fare chiarezza – afferma il segretario piemontese Roberto Cota, decaduto da governatore proprio a causa dell’irregolarità di alcune sottoscrizioni a sostegno di una lista sua alleata -. Chi governa la Regione è andato al potere sostenendo che c'erano stati brogli elettorali, cosa non vera, ed è quindi giusto fare emergere quanto fatto da loro. Si costituiranno parte civile”a titolo personale” anche tutti i segretari provinciali del partito e i dirigenti del Carroccio: un segnale di unità in un partito dilaniato dalla corsa congressuale.

 

All’udienza preliminare, davanti al gup Paola Boemio, saranno chiamati in causa dieci fra politici, funzionari e attivisti del Pd: il consigliere regionale democratico Daniele Valle e la moglie Alessandra Orlandi, gli ex consiglieri provinciali Pasquale Valente e Davide Fazzone (che durante la raccolta firme ricopriva l'incarico di responsabile organizzativo del partito) il presidente della V Circoscrizione Rocco Florio, le due funzionarie del Pd Mara Milanesio e Cristina Rolando, i militanti Tina Pepe, Stefania Zicarelli e Salvatore Palermo. La procura di Torino ipotizza la violazione del testo unico del 1960 che regola il funzionamento dei meccanismi elettorali.

 

La legge che, secondo l’accusa, è stata violata riconosce a qualunque cittadino il diritto di costituirsi parte civile anche uti singulus” afferma l’avvocato che patrocina il Carroccio Mauro Anetrini. Un cittadino può chiedere il riconoscimento del danno subìto per essergli stato precluso il diritto a un voto regolare. Ma ci sono anche i primi esclusi, che magari in assenza delle liste con le sottoscrizioni irregolari sarebbero stati eletti: “In quel caso il danno è ancor più facilmente quantificabile – prosegue Anetrini – a partire dalle mancate indennità percepite”.

 

Tra una settimana, il 19 gennaio, sarà un altro giudice, quello del Consiglio di Stato a pronunciarsi nell'ambito del procedimento civile, dopo il ricorso dell'ex consigliera provinciale del Carroccio Patrizia Borgarello, patrocinato dall'avvocato romano Francesco Saverio Marini.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    05:29 Giovedì 14 Gennaio 2016 Bandito Libero la Legge NON è uguale per tutti!

    ...se è quello che vuoi dimostrare, Brizo, stai fresco! Soprattutto a Torino!!!

  2. avatar-4
    20:42 Martedì 12 Gennaio 2016 brizo Legge uguale per tutti

    Si dimostri che la legge è.......uguale per tutti!!!

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