POLITICA & GIUSTIZIA

Firme (e autenticazioni) false. Il Pd trema

Il giudice conferma le pene per i nove patteggiamenti (solo Florio andrà a processo). Ma in calce al dispositivo precisa che non solo le sottoscrizioni, anche le autentiche sono irregolari. Una brutta notizia per i dem in vista del procedimento civile

In cauda venenum, dicevano i latini, e proprio nelle ultime righe della sentenza penale sulle firme false c’è il veleno che rischia di accoppare il Partito democratico di Torino. Nel confermare, infatti, le pene concordate tra i 9 imputati che hanno scelto il patteggiamento e i pubblici ministeri (si va da 5 mesi a un anno con sospensione condizionale della pena) il magistrato Paola Boemio si è soffermata sul procedimento di raccolta delle sottoscrizioni per la lista dem di Torino alle regionali del 2014. Secondo quanto riportato in calce al pronunciamento (che sarà reso pubblico domani) tutte le firme contestate, eccetto quelle di Rocco Florio, il quale, avendo rifiutato il patteggiamento, andrà a giudizio, sono da considerarsi false, poiché sono le autenticazioni a essere state apposte irregolarmente. Un particolare non di poco conto, poiché introduce la possibilità che – alla prova di resistenza, in sede civile – non siano le singole sottoscrizioni a poter essere depennate, ma gli interi moduli. Va detto che sul piano tecnico questa sentenza non è ancora passata in giudicato, poiché c’è la possibilità di ricorrere in Cassazione, ma secondo quanto appreso dallo Spiffero, pare oggettivamente improbabile che accusa o difesa possano opporsi a un dispositivo frutto di un accordo tra le parti. Per questo la sentenza è destinata a diventare, entro poco, definitiva, costituendo un atto di cui i giudici amministrativi non potranno non tener conto. E mettere a repentaglio gli scranni di otto eletti del Pd nella lista provinciale di Torino, tra i quali il numero uno del partito Davide Gariglio, il presidente del Consiglio Mauro Laus e l'assessora Gianna Pentenero.

 

Per quanto riguarda i patteggiamenti confermate, come detto, tutte le pene proposte. Davide Fazzone, al tempo dei fatti responsabile organizzativo del Pd:  11 mesi e 20 giorni; Tina Pepe, all'epoca dei fatti componente della segreteria provinciale: 11 mesi; Cristina Rolando Perino, funzionaria del Pd torinese: 1 anno; Mara Milanesio, funzionaria del Pd torinese ed ex assessore a Caselle: 10 mesi e 15 giorni; Stefania Zicarelli: 10 mesi; Pasquale Valente, ex consigliere provinciale di Torino:  7 mesi; Salvatore Palermo: 6 mesi; Daniele Valle, consigliere regionale: 6 mesi; Alessandra Orlandi: 5 mesi e 20 giorni. Lo scorso 11 febbraio il Consiglio di Stato, nel procedimento parallelo a quello penale, e a quello civile per querela di falso, ha confermato il verdetto elettorale respingendo i ricorsi della Lega Nord sull’irregolarità delle elezioni del 2014, e accogliendo le tesi del Tar del Piemonte che, lo scorso luglio, aveva già escluso il ritorno al voto, L’inchiesta, alla fine, non ha fatto luce sull’eventuale regia “politica” nella scelta di falsificare le firme: l’indagine non è riuscita infatti a identificare altri autori delle firme false ne a chiarire se qualche esponente di peso della segreteria del partito abbia dato l’ordine di raccogliere il maggior numero di firme nel minor tempo possibile. Gli accertamenti, come noto, erano partiti dal ricorso che lo scorso luglio 2014 Patrizia Borgarello, ex consigliera provinciale del Carroccio, ha presentato al Tar contestando varie anomalie negli atti elettorali: firme che, secondo Borgarello, avrebbero la stessa calligrafia, sarebbero state raccolte in un lasso di tempo troppo breve e senza il necessario accompagnamento della documentazione. 

 

“Non mi pare che l’odierna decisione del giudice cambi qualcosa rispetto allo scenario delineato dalla sentenza del Consiglio di Stato. In ogni caso eventuali problemi politici si affronteranno quando e soprattutto se si verificheranno”: questa la reazione di Sergio Chiamparino alle decisioni del giudice penale. E qualche problemino ci sarà se dovessero decadere le prime linee del Pd in Consiglio regionale.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    10:41 Venerdì 29 Aprile 2016 moschettiere Critiche ai Giudici ma non ai barbari

    Occorre avere fiducia nella Giustizia. Ed anche rispetto. La nostra società civile si sta sfaldando proprio perché si è perso il senso istituzionale, scivolando verso lo scontro fine a se stesso. Con questa mentalità grossolanamente ignorante, si giunge rapidamente alla barbarie. Su queste basi si forgiano generazioni di distruttori e non di riformatori. E i distruttori non sono mai capaci di ricostruire, lasciano solo macerie. M5S drammaticamente incarna questa mentalità, e rappresenta un notevole pericolo di deriva incivile. Esempi recenti non mancano.

  2. avatar-4
    09:01 Giovedì 03 Marzo 2016 Bandito Libero ma sì, ma chi ci crede alla Giustizia a Torino, ormai?

    ...troveranno il modo di salvarli ugualmente, vedrete. Non ho alcuna fiducia nella possibilità di ottenere anche solo un minimo di giustizia a Torino. Nessuna possibilità.

  3. avatar-4
    08:01 Giovedì 03 Marzo 2016 Limonium Le firme false: un peccato veniale (quando è degli altri)

    per il PD le firme sono false solo quando provengono dai nemici. Altrimenti, "sono amici che sbagliano" (o addirittura si seppelliscono le inchieste: vedi le migliaia di sanzioni al commercio del comune di Torino di poco più di un anno fa) ...

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