VERSO IL VOTO

Alfano benedice il Partito della Razione

Il ministro dell'Interno incontra gli esponenti Ncd che stanno lavorando per un accordo con il Pd alle prossime amministrative e li incoraggia a proseguire. Presenti Ghigo e Polliotto. Snobba Rosso e i bonsignoriani che potrebbero perdere l’uso del simbolo

“Chi ha paura non è libero”, sentenzia dalla copertina del suo ultimo libro che racconta la “guerra al terrore” condotta seduto sulla poltrona del Viminale. E libero Angelino Alfano intende esserlo nei movimenti in vista delle imminenti elezioni amministrative. Non avrà paura, il comandante in capo del Nuovo Centrodestra, eppure se non il panico di certo un grande smarrimento attraversa l’intendenza, dallo stato maggiore romano fino all’ultimo avamposto. Stretto tra la fedeltà all’alleanza di governo e la necessità di assicurare la sopravvivenza a un partito mai nato, Ncd è in balia degli eventi e privo di una navigazione propria. Al momento, riferiscono fonti dell’inner circle, prevale la strategia della “macchia di leopardo”: dove è possibile, per dirla con Fabrizio Cicchitto, “è preferenziale una intesa a sinistra qualora ci sia la disponibilità del Pd osteggiata dalla minoranza Dem che vuol far perdere a Renzi tutte le grandi città”. Impresa ardua, quella di tenere in vita una formazione “ministeriale” nata da un putsch di Palazzo, che richiama fin dalla propria insegna la rifondazione del centrodestra, e poi si ritrova a braccetto di Matteo Renzi.

 

Torino, città che sinistra extra Pd e M5s hanno deciso di scegliere come teatro di scontro di valenza nazionale, è però terra fertile per quel Partito della Nazione – o della Razione, come suggerisce di definirlo un nostro arguto lettore - che sarà pure una suggestione giornalistica, come preferisce liquidarlo Piero Fassino, ma che si arricchisce di artefici e adepti man mano che si avvicina la scadenza elettorale. Ospite d’onore venerdì a Rivarolo, alla serata inaugurale della Winter School, Alfano con la sua presenza al fianco di Silvio Magliano ha voluto offrire pubblicamente il viatico alle trattative in corso tra una parte di Ncd e il centrosinistra. Tema affrontato a latere dell’incontro ufficiale, nel corso di una cena in cui il ministro, scortato dal vice guardasigilli Enrico Costa, ha civettato amabilmente con Giampiero Leo, principale architetto delle retrovie (è lui che tiene i rapporti con Fassino), sposando la linea pragmatica (“primum vivere”). Invitati l'ex governatore Enzo Ghigo, la consorte di Aldo Scarabosio, Patrizia Polliotto, e l'ex consigliere regionale Angiolino Mastrullo. Più defilato l'ex presidente di Palazzo Lascaris Valerio Cattaneo. Un banchetto al quale non sono stati invitati gli emissari di Vito Bonsignore (con il candidato sindaco del rassemblement Roberto Rosso, accompagnato da Gemma Amprino e Paolo Greco Lucchina), tenuti a debita distanza e costretti a sbocconcellare un panino in un pub della cittadina canavesana. Anzi, il leader ha adombrato la possibilità che al vecchio notabile andreottiano – che già si è accaparrato il marchio Udc  - venga inibito l’uso del simbolo di Ncd.

print_icon