VERSO IL VOTO

Novara, su Canelli centrodestra a pezzi

Dopo Torino anche nella città di San Gaudenzio la coalizione va in frantumi. Forza Italia e Fratelli d'Italia rifiutano l'imposizione romana sul nome dell'esponente leghista: "Non è una candidatura unitaria". Salvini intenzionato a una prova di forza

Dopo Torino anche il centrodestra di Novara è una polveriera. A poche ore dalla missione in Piemonte di Matteo Salvini, atteso domani al Borsa, e praticamente in contemporanea al pranzo dei tre leader nazionali dove il piatto forte è proprio la spartizione delle candidature, all’ombra della Cupola di San Gaudenzio Forza Italia e Fratelli d’Italia provano un ultimo disperato tentativo di stoppare la candidatura del leghista Alessandro Canelli. Un bel campanello d’allarme per la troika a capo del tavolo nazionale e un altro fallimento per il coordinatore regionale degli azzurri Gilberto Pichetto, il quale aveva assicurato massima lealtà su Novara nell’ottica di uno scambio con Torino. Un disegno che a quanto pare non è condiviso con i suoi sul territorio come dimostra una nota redatta a quattro mani da Diego Sozzani (coordinatore provinciale di FI) e il suo omologo di FdI Gianni Mancuso:  “Concordiamo con Salvini, quando si assume la responsabilità della sconfitta di cinque anni fa, quando la Lega volle imporre il proprio candidato e una divisione al loro interno ci portò alla disfatta. Oggi la storia si ripete, perché vogliono imporre il loro candidato, dove è chiaro ormai da tempo che il nome di Canelli non è condiviso né da Forza Italia né da Fratelli d’Italia, come pure dalla Democrazia Cristiana e dai movimenti civici”. Insomma, una bocciatura senza appello che, a pochi giorni dalla chiusura del tavolo che dovrà decidere sulle candidature, rischia di far naufragare il cavallo che ormai tutti davano in corsa. A pesare c'è anche la spaccatura interna alla Lega novarese, commissariata sia sul livello provinciale che cittadino e dilaniata dall'imminente congresso di San Valentino. Uno stallo che mette ulteriormente in evidenza la debolezza del coordinatore azzurro Pichetto che, dopo la grana nel capoluogo, si trova smentito anche a Novara, nonostante abbia ancora nei giorni scorsi dato ampie rassicurazioni al numero due del carroccio Riccardo Molinari circa il rispetto dei patti da parte di Forza Italia.

 

L’ultima zampata da parte di chi non si arrende alla possibilità di giocare un ruolo da protagonisti in una città in cui la sinistra potrebbe vincere solo a fronte di una destra spaccata. E la testimonianza delle divisioni interne è data proprio dalle parole dei due coordinatori che ribadiscono come su Novara “non esiste un accordo né a livello nazionale né locale per una candidatura unitaria”. Una sortita escogitata evidentemente per provare a riportare al tavolo delle trattative il nome di Gaetano Nastri (FdI), mentre le liste civiche (Io Novara e Noi per Novara) continuano a chiedere un coinvolgimento diretto degli elettori per scegliere il nome migliore su cui puntare. Non è un mistero che il gioco di cui il consigliere regionale è il regista punta infatti attraverso la finta candidatura di Annamaria Mellone a far tornare in gioco l'ex compare berlusconiano (offi parlamentare di FdI) per agevolare in un effetto a cascata il rientro in parlamento di Mancuso. Un bel guazzabuglio, insomma. E a Novara, come a Torino, il rischio è che a imporre il timoniere si debba poi fare i conti con l’ammutinamento della ciurma. Basteranno le minacce di purghe, già ventilate contro il torinese Gian Luca Vignale per far tornare l'ordine?

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