Ballarè cerca nuovi “amici”. In Centro
08:50 Giovedì 24 Marzo 2016 6Il sindaco di Novara, mollato dai compagni della sinistra, prova ad allargare la sua coalizione. Avvicina il girovago Pedrazzoli (ex Udc e FI), con cui l'accordo pare a un passo. Aperto anche un canale con la lista Civitas. Trattative su bilancio ed elezioni
Col centrodestra nelle sabbie mobili di una trattativa ormai surreale per chiudere su una candidatura unitaria della colazione, l’unico che a Novara può muoversi sulla scena politica è il sindaco Andrea Ballarè. Partito in affanno, dopo cinque anni di amministrazione non proprio brillante, il primo cittadino uscente, renziano ante litteram, capace di espugnare, nel 2011, una delle roccaforti elettorali del Carroccio, è impegnato in una serrata opera di proselitismo, volta da una parte a garantirsi una navigazione tranquilla in questo crepuscolo di consiliatura e dall’altra a proiettarsi verso la competizione elettorale comunque non priva di insidie.
In questa cornice va inserito il recente abboccamento con l’avvocato Antonio Pedrazzoli; consigliere comunale sui generis, piccolo campione locale della categoria assai numerosa del politico errante, capace di destreggiarsi con disinvoltura in quell’arcipelago di sigle centriste con lo sguardo ora verso destra ora verso sinistra. Eletto nel 2011 con l’Udc, che lo candidò a sindaco in una coalizione che comprendeva anche i finiani di Fli e i Pensionati, si è poi imbucato in Forza Italia con la promessa – si racconta – di ottenere una nuova incoronazione, questa volta sotto le insegne del principale partito della coalizione. Quando, però, ha capito che il ras locale dei berlusconiani, Diego Sozzani, aveva altri progetti ha fondato il Blue Party e intanto è diventato il referente di Corrado Passera sotto la cupola di San Gaudenzio, sfruttando i buoni uffici del torinese Marco Calgaro (un altro che di partiti ne ha girati un bel po'). In ultimo ha lavorato all’organizzazione delle primarie “fai-da-te” promosse da Daniele Andretta, di Io Novara, salvo poi rompere anche con lui, defilandosi dalla conta interna. A questo punto – così veniamo alle cronache più recenti – è stato avvicinato da Ballarè, con il quale un mezzo accordo deve esserci se, come raccontano in molti, pare abbia offerto il proprio voto per far passare l’ultimo bilancio di questa amministrazione, in bilico dopo la scissione a sinistra di tre consiglieri che rende quanto mai periclitante la maggioranza. Una mossa per certi versi obbligata quella di Ballarè che guarda al centro per rintuzzare l’emorragia a sinistra, dove Sel e i fuoriusciti del Pd prenderanno altre strade rispetto a quella del sindaco.
In quest’ottica va visto anche un altro rendez-vous del sindaco, con Civitas, lista nata con intenzione di mantenersi equidistante rispetto a destra e sinistra, orgogliosamente alternativa ai partiti, che dopo aver incontrato il candidato della Lega Nord Alessandro Canelli ha chiesto un confronto anche con Ballarè. Lui sarebbe pronto a “valorizzare” almeno una parte degli animatori di quella formazione, consapevole del rischio di una sua implosione, visto che la maggior parte dei suoi attivisti sarebbe più vicina al centrodestra che al centrosinistra. E a proposito di civici prosegue il radicamento sul territorio di Noi per Novara, formazione partorita dalla caparbietà di Ivan De Grandis, che al momento resta alla finestra, senza escludere una corsa in solitaria, qualora nel centrodestra non si trovasse un accordo ampio.
E la destra? Le ultime 48 ore hanno cristallizzato una situazione in cui l’unico candidato effettivamente in campo è il leghista Canelli. Sozzani, dopo essere stato stoppato nelle sue trame ha addirittura annunciato di voler chiudere la sede di Forza Italia, come estremo gesto di ritorsione verso chi lo ha di fatto commissariato (leggi Gilberto Pichetto); anche perché la maggioranza degli azzurri novaresi sarebbe disposta a sostenere l’esponente del Carroccio pur di salvaguardare l’unità della coalizione, così come Fratelli d’Italia di Gaetano Nastri.


