REAL ESTATE

Comune di Torino, salta il trasloco

Troppo caro il palazzo di corso Ferrucci dove era previsto il trasferimento di 1.500 dipendenti. Verrà pubblicato un nuovo bando, "per cercare sul mercato edifici adatti alle nostre esigenze". In stand by anche il piano di dismissioni

Erano già pronti a fare gli scatoloni i 1.500 dipendenti del Comune di Torino, destinati, nell’ambito del piano di razionalizzazione del patrimonio pubblico, alla nuova sede di corso Ferrucci. Ma l’operazione, che sembrava a buon punto, è stata stoppata per questioni economiche e ora Palazzo Civico pubblicherà un nuovo bando per cercare sul mercato una sede adatta ad accogliere impiegati e funzionari sfrattati dal programma di dismissioni varato nel 2014. Secondo quanto previsto dall’assessore al Patrimonio Gianguido Passoni, infatti, la Città dovrà vendere alcune sedi storiche: l’ex Curia Maxima – sulla quale però restano degli interrogativi legati a un eventuale cambio di destinazione d’uso vista la presenza di un pregiatissimo archivio al suo interno – l’ex Palazzaccio per cui non è esclusa l’ipotesi di destinazione ad albergo, il palazzo che fu della Pretura al civico 10 di via Corte d’Appello. E poi ancora i servizi educativi di via Bazzi 4, l’economato di via Bixio e le sedi di piazza IV Marzo e piazza Palazzo di Città 7, mentre gli uffici della Cultura in via San Francesco da Paola sono già stati venduti.

 

Strutture che ospitano 1.500 dipendenti e che, nelle intenzioni del Comune, dovranno essere ricollocati in edifici più moderni ed efficienti dal punto di vista energetico, anche perché, intanto, altri immobili verranno liberati dopo la riforma del decentramento che ha ridotto da 10 a 8 le Circoscrizioni (con relativa dismissione di uffici e sedi). Si aggiunga che negli ultimi cinque anni il personale in forza alla Città si è ridotto di 2mila unità, un altro elemento che rende necessaria una rivisitazione della logistica comunale.

 

Sin dall’inizio Passoni si era orientato verso gli uffici di corso Ferrucci 112, un tempo centro direzionale Fiat, oggi di proprietà di Beni Stabili. Il prezzo fissato è di 64 milioni, troppo esoso per il Comune che sperava, con una trattativa, di riuscire a risparmiare qualcosa. “Pubblicheremo a breve un nuovo bando – fanno sapere dall’assessorato al Patrimonio – certamente entro la fine del mandato. Il principio che seguiremo resta quello di individuare uno stabile già presente sul territorio cittadino”, evitando quindi un altro grattacielo. Tra le ipotesi in campo c’è il Buon Pastore, ex Ipab al confine tra corso Regina Margherita e via Cigna, dove ci sono gli uffici dell’assessorato alla Sanità regionale, oltre a una serie di edifici che stanno per essere lasciati vuoti dalla defunta Provincia e soprattutto dalla Regione, in vista del trasferimento nella torre di Fuksas (rimandato di almeno 6 mesi secondo quanto comunicato oggi in Consiglio dal vicepresidente Aldo Reschigna). “Di certo non ci trasferiremo nel vecchio palazzo della Rai vicino a Porta Susa, come proposto dal Movimento 5 stelle – concludono dal Patrimonio – se non altro perché è pieno di amianto”. 

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