DECADENCE

Berlusconi, sceneggiata Napoli-tana

Il Cavaliere decaduto fornisce l'ennesima versione sulla designazione dell'ex onorevole Macario a candidato sindaco di Torino. "La Lega ha cambiato idea per un notaio che noi non avevamo ritenuto adatto". Ma Salvini e Meloni lo sbugiardano

La prima notizia è che Silvio Berlusconi sancisce definitivamente (si fa per dire, e poi spiegheremo perché) lo strappo con Lega e Fratelli d’Italia a Torino e incorona, altrettanto definitivamente (sempre si fa per dire), Osvaldo Napoli quale candidato di Forza Italia a sfidante di Piero Fassino (e Chiara Appendino). “Non siamo riusciti a trovare un candidato che venisse dal mondo del lavoro e della cultura: tutti hanno declinato il mio invito. Abbiamo trovato Osvaldo Napoli che è un uomo del fare e che ha passione politica. Dopodiché c’è stato un cambiamento da parte della Lega, che ha scelto un notaio che noi non avevamo ritenuto adatto”. La seconda notizia è che il leader azzurro ha fornito le spiegazioni di queste decisioni e raccontato una versione dei fatti palesemente contraddittoria rispetto a quanto esternato più volte nel corso di queste ultime settimane, confermando come il caos e la confusione che travagliano la corte non risparmino il suo monarca, ma anzi trovino in lui la massima espressione.

 

Alla conferenza stampa di Guido Bertolaso a Roma, occasione colta per dire la sua anche sulle altre città chiamate al voto, l’ex Cavaliere si è presentato con il volto stanco perennemente incorniciato da un paio di lenti nere come l’umore che serpeggi tra gli azzurri: “Scusatemi se ho questi occhiali scuri, mi hanno fatto due operazioni agli occhi e mi fanno molto male. Ma mi hanno rassicurato che continuerò a vedere, anche se non c'è molta bella roba da vedere". Vuarnet, modello da sci, ha precisato chi ha osservato da vicino gli occhialoni. Ma Berlusconi ha imboccato una pista da slalom speciale come fosse in discesa libera, inforcando tutti i pali. Che non fosse facile spiegare lo strappo con il Carroccio e tenere il punto a Torino su sull’ex onorevole Napoli – uno che dall’abbronzatura diresti che vive a Cervinia, anziché bivaccare quasi in pianta stabile a Roma, preferibilmente tra Montecitorio e Palazzo Madama – era cosa nota. Meno prevedibili, almeno fino all’apice raggiunto oggi, le balle a raffica sparate da Berlusconi.

 

Per incominciare a trovarne una delle tante basta andare un po’a ritroso, ma neppure molto. Domenica 13 marzo, gazebo a Roma, “menomale che Silvio c’è”. E dice: “Non siamo riusciti a trovare un uomo del fare a Torino e a Bologna. Abbiamo ancora aperta la ricerca”. Sotto la Mole e in Transatlantico l’ex onorevole Macario si muoveva già da competitor di Fassino (presidente di quell’Anci in cui Napoli riveste ruoli elevati e incassa relativi emolumenti), ma le parole di Silvio, quella domenica, uomo del fare non lo descrivono affatto. Anzi sì, però solo in una nota diffusa un bel po’ di ore dopo e messa lì come una toppa. Ma se ogni ricerca di un uomo “che provenisse dal mondo del lavoro” come ha ammesso oggi è andata buca, chissà come la prenderà il povero Osvaldo che ancora l’altro giorno rimarcava la sua lunga esperienza “da dirigente nel settore dell’industria alimentare”, di cui pochi effettivamente hanno memoria.

 

Figurarsi Silvio con tutte le cose che ha per la testa. Tra queste dev’essergli sfuggito anche un appuntamento per il quale aveva mostrato tanto interesse da dirsi disponibile “anche di domenica”. E già, perché il notaio Alberto Morano - oggi bollato come “inadatto” e “da noi” scartato (correttamente usa il plurale, non maiestatis, ma per includere il cerchio tragico che l’ha finora consigliato) - aveva incuriosito e non poco l’inquilino di Palazzo Grazioli, tanto da aver accolto con entusiasmo la proposta dell’europarlamentare Alberto Cirio di incontrarlo insieme a Napoli. E poi decidere. Per un corto circuito torinese, non si sa quanto fortuito, il rendez-vous non è mai avvenuto. Qualcuno deve aver spiegato a Berlusconi che Morano – in quanto civico identikit perfetto dell’uomo che il leader azzurro aveva detto di volere per dare un segno di rinnovamento – era meglio lasciarlo perdere. Anche in questo caso, cherchez in riva al Po.

 

Altra spiegazione da reggere con una impalcatura robusta: “C’è stato un cambiamento della Lega” ha detto sempre riferendosi a Torino, scordandosi che proprio in virtù delle barricate sollevate a difesa di Bertolaso a Roma, ma anche e non di meno per la decisione del capataz azzurro di Novara di far saltare il banco e dire no al candidato del Carroccio Alessandro Canelli, Matteo Salvini ha capito che se non avesse virato sul notaio, con Napoli sarebbe stato complice di una disfatta, assai difficile da spiegare ai leghisti torinesi e non solo. E poi, non ultimo, c’è la parola di Giorgia Meloni che, intervistata dal Tg3 giovedì scorso, ha giurato: “Nessuno ha mai sostenuto Osvaldo Napoli, non c'è mai stato un accordo”.

 

Ora si attende che il tavolo nazionale dirima la questione. Nessuno ci crede, ma sul punto i capetti locali dei partiti hanno pure stilato un documento. Che, oggi, dopo le dichiarazioni di Berlusconi appare come niente più di una farsa, ampiamente superata e smentita dal Gran Capo in persona. E non a caso il più duro è il segretario piemontese del Carroccio Riccardo Molinari, il quale sottolinea il totale disinteresse del Cav. a raccogliere l’appello proveniente dal territorio. “Quelli che ci erano apparsi come segnali inquietanti di un tentativo, neanche troppo celato, di indebolire la coalizione trovano conferma nella posizione odierna. La Lega non può che prenderne atto e andare avanti. Per noi Canelli a Novara è un candidato vincente così come Morano è assolutamente adeguato per guidare la sfida a Torino”. Insomma, Silvio è riuscito a dire e smentire tutto da solo. Cosa che potrebbe ancora fare da qui allo scadere del termine per la presentazione delle liste. Come se nulla fosse. Come se tutti avessero non gli occhiali scuri, ma addirittura quelli che tanti anni fa nelle pubblicità sui giornalini e sulle schedine del Totocalcio promettevano di fare vedere le donne nude. Più che la presa di Torino, sembra la presa per i fondelli.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    06:57 Venerdì 25 Marzo 2016 rappresaglia_PD W la rappresaglia, dunque!

    Giusto usque tandem, e quindi Benvenuta Rappresaglia!!! E sempre guerra al PD!!!

  2. avatar-4
    11:19 Giovedì 24 Marzo 2016 usque tandem Significativo

    che ci siano solo due commenti, compreso questo, vi dice quanto la gente di centro destra ne abbia le scatole piene di questa infinita buffonata del candidato a "non" sindaco di Torino..... Il risultato finale sarà che alcuni non andranno a votare, ciò che spera Fassino, e auspicano certi furbacchioni (tanti novelli Garibuia....) che tengono i piedi in due scarpe, e molti voteranno Appendino per rappresaglia.

  3. avatar-4
    22:20 Mercoledì 23 Marzo 2016 moschettiere Da Berluskaiser a.... Berlusclown!

    Il sospetto che "il piazzista di Arcore" voglia dei candidati per perdere è più che legittimo, ma dopo le ultime uscite temo che quella sia un'analisi troppo lusinghiera: la confusione mentale che regna in FI credo impedisca di concepire certe strategie seppur biasimabili!

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