DISSENSI DEMOCRATICI

“Un autogol la parata socialista”

Dai catto-dem agli ex Ds: cresce il malessere sulla convention della nomenclatura socialdemocratica europea. "Fassino, D'Alema e Bersani, li acchiappiamo con loro i moderati?". E proprio mentre in Piemonte approda Renzi

Il malessere c’è, eccome, solo che nessuno se la sente di vestire i panni del bastian contrario, ancor meno rompere l’entente cordiale tra i due ex contendenti delle Primarie. Ma nelle file non diessine – ex Margherita, renziani della prima e dell’ultima ora, ex Popolari di ogni rito – la convention dei Socialisti e Democratici del Vecchio continente, organizzata dalla fondazione Italianieuropei, in corso a Torino, non riscuote grande apprezzamento: “Quella trimurti post comunista lì, in prima linea, fa tanto politica d’antan e rischia di non portarci un voto in più. Anzi”, afferma sotto la consegna dell’anonimato un dirigente regionale del Pd, un tempo con importanti incarichi, riferendosi al tridente schierato sul palco del Regio: Massimo D’Alema - Pier Luigi Bersani - Piero Fassino. L’area moderata del partito che, in Piemonte come altrove, travalica i confini della tradizionale componente post democristiana, teme che questa prova muscolare, “identitaria” vanifichi lo sforzo di allargare il perimetro dei consensi, sforzo che grava in larga misura proprio sulle loro spalle. Intravvedono un pizzico di schizofrenia in un gruppo dirigente che, da una parte, rivendica radici e collegamenti nella galassia “socialista europea” – nonostante il Pd non aderisca al Pse – e, dall’altra, ingaggia in fretta e furia Matteo Renzi  per accalappiare il voto borderline.

 

«Nessuna polemica, siamo lealmente impegnati in campagna elettorale, a sostegno del partito e del segretario», puntualizza Davide Gariglio, uno degli esponenti più autorevoli dei catto-dem e renziano in zona Cesarini. L’ex sfidante di Fassino alle primarie comunali ammette di avere «un’altra idea di partito e della sua collocazione», ma che non è questo il momento più opportuno per discuterne: «Lo si è fatto prima e lo si farà dopo, ora l’obiettivo è vincere le elezioni». E giusto per non smentire la fama “gesuitica” che lo insegue puntualizza di aver ricevuto l’invito alla manifestazione conclusiva della kermesse, ma per ragioni famigliari non potrà prendervi parte. Sarà invece presente nel pomeriggio, alla Gam, dove  il sindaco di Firenze incontrerà i suoi aficionados della regione.

 

«E’ un evento che non caricherei di eccessivo peso, alla fine a spostare i voti sono le proposte concrete» afferma Stefano Lepri candidato renziano al Senato. E, a sorpresa, qualche perplessità giunge persino dall’area ex diessina, anche se quella meno ortodossa del partito: «Ottima iniziativa – afferma il parlamentare Stefano Esposito, anche lui in corsa per uno scranno a Palazzo Madama – ma non l’avrei fatta durante il periodo elettorale».

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1 Commenti

  1. avatar-4
    09:33 Domenica 10 Febbraio 2013 cesiracesira74 NO PD

    Scegliamo Ingroia o M5S

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