MISSIONE

Renzi contro l’industria della “lagna”

Spande ottimismo a piene mani il premier in missione a Torino. Dopo aver partecipato alle esequie di Ferrero visita Mirafiori: “Sono gasatissimo dai progetti di Marchionne”. E ai ricercatori di Gm dice: “Investiamo sul sapere e sul nostro futuro”

 

Nuove parole di ottimismo da parte del premier Matteo Renzi, in visita a Torino alla General Motors. «L’Italia è da sempre la terra in cui il domani arriva prima, non siamo rassegnati all’idea di una Italia pigra e rassegnata», ha detto il leader del Pd. Poi uno sguardo alla locomotiva europea: «Siamo un paese manifatturiero, secondo alla Germania, ma li riprenderemo». Il presidente del Consiglio ha ribadito che «l’industria della lagna non è vincente, ma quella dell’innovazione e della curiosità». E rivolgendosi ai giovani ricercatori del centro Gm di Torino ha voluto dire che «l’immagine del Paese è quella di una industria della lagna e questo mi rammarica. In tutti i talk show si parla di cervelli all’estero e a noi restano pancreas e fegato». «Siamo una realtà che continua ad avere molti limiti, fare le riforme vuol dire superarli», ha aggiunto Renzi nel suo intervento.

 

Il segretario dem e premier è stato accolto dall’ad di Gm Powertrain Pierpaolo Antonioli, dal presidente di Gm Europe, Karl Thomas Neumann e dall'ambasciatore Usa in Italia, John Phillips. Presenti anche il sindaco di Torino, Piero Fassino e il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. In precedenza si era recato nello arrivato nello stabilimento di Mirafiori accompagnato dai vertici di Fiat Chrysler Automobiles, il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Sergio Marchionne. E in questo caso Renzi non aveva nascosto la sua soddisfazione nel vedere in anteprima i modelli che saranno lanciati sul mercato da Fca, in particolare la Maserati Levante, primo suv del marchio del Tridente: «Sono gasatissimo dai progetti di Marchionne».

 

Penultima tappa al Politecnico di Torino, dove ha partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico. «Qui si sono laureati grandi nomi, come Pinin Farina o Olivetti  ma anche personaggi meno noti come Chiariglione che ha inventato l'mp3. Alcune delle più importanti novità del nostro tempo sono nate qui, una larga parte dell' innovazione che il paese conosce» ha detto il premier. «Ci sono opportunità che si aprono in un anno che con il presidente della Crui (Conferenza dei rettori) abbiamo deciso sia un anno costituente per il nostro Paese rispetto all'università».

 

«C'è bisogno di un cambio radicale che permetta a ciascuno di noi di pensare all'Italia come luogo in cui tutto è ancora possibile. Trovo ci sia un racconto del nostro Paese noioso, patetico talvolta, che non nasce da cattiveria, malafede, ma dalla pigrizia. L'Italia viene descritta come un Paese il cui tempo è già trascorso, con nostalgia, con cliché e luoghi comuni che impediscono di immaginare la globalizzazione come grande alleato. Finirà il noioso ping pong dei talk show per il quale siamo solo un paese con cervelli in fuga ma emergerà che siamo il paese che più di ogni altro può trarre vantaggio dalla globalizzazione. Questo è l'obiettivo di riforme strutturale che sono un cambio delle regole del gioco fondamentale e imprescindibile».