SANITA'

San Luigi e Oftalmico da salvare

Raccolte 8mila firme per scongiurare il declassamento del nosocomio di Orbassano. Gallone (Anaao) contro l'assessore regionale Saitta: "Una scelta dettata da logiche torinocentriche". Non si comprende la chiusura della struttura di via Juvarra

Mentre la Regione presenta il piano per la realizzazione del nuovo Parco della Salute a Torino, il comitato “Salviamo il San Luigi” si mobilita contro il declassamento del nosocomio di Orbassano. Qualcosa più di piccoli strascichi relativi alla riforma della rete ospedaliera, basti pensare che in questi giorni sono già state raccolte 8mila firme e il personale medico e infermieristico è in stato di agitazione per chiedere maggiori garanzie. In corso Regina Margherita, quartier generale dell’assessorato alla Sanità “si concretizza il percorso che ci porterà a realizzare una grande infrastruttura sanitaria di rilevanza nazionale” annuncia trionfante l’assessore Antonio Saitta alla vigilia dell'insediamento della cabina di regia e della segreteria tecnica, coordinata dal direttore generale Fulvio Moirano, del nuovo Parco della Salute, della ricerca e dell’innovazione: un ospedale da 700 posti letto per un investimento da 700 milioni di euro, che ancora non è chiaro chi debba sborsare.

 

«Intanto il San Luigi viene ridotto ai margini per mere esigenze torinocentriche» attacca Gabriele Gallone del direttivo nazionale Anaao, l’associazione dei medici dirigenti. La questione è quella relativa al declassamento del nosocomio di Orbassano a vantaggio del Mauriziano, che ha mantenuto lo status di hub, dunque di Dea di secondo livello. «La scelta più logica sarebbe stata il potenziamento del San Luigi, anche in funzione della nuova struttura che sorgerà nell’ex area di Fiat Avio». Perché? «Se non altro per questioni geografiche: quando il Parco della Salute sarà terminato basterà un cavalcavia per collegarlo al Mauriziano. E allora a cosa serve avere due hub a due passi l’uno dall’altro?». L’incognita resta sempre la stessa: ma si farà mai il nuovo Parco della Salute? È davvero la volta buona, come assicura Sergio Chiamparino? Difficile dirlo in questo momento, soprattutto ora che non è ancora chiaro chi metterà i quattrini (non pochi) necessari a costruirlo. «Intanto, però, alle Molinette presto verrà rifatto il pavimento di cardiochirurgia e una serie di altre opere di manutenzione ordinaria per milioni di euro di spesa, quando presto quella struttura verrà abbattuta». E allora si ritorna alla vecchia domanda: «perché non potenziare il San Luigi che sarebbe perfettamente complementare con il Parco della Salute?».

 

Polemiche che si aggiungono a quelle dei giorni scorsi relative all’Oftalmico: «L’Ospedale lavora molto, è ben gestito e ha i conti in ordine, ma l’assessorato ha deciso di chiuderlo. Saitta ci spieghi qual è il reale risparmio che si ottiene». Secondo i dati della relazione sanitaria sono 14.634 gli interventi chirurgici, 53.084 i passaggi in Pronto soccorso e 61.020 le prestazioni ambulatoriali: «Si tratta di cifre non trascurabili, ma nonostante iconti del presidio siano in ordine la Dgr 1-600 ne prevede lachiusura» ha affermato il segretario regionale di Anaao Mario Vitale, per il quale «è forte il dubbio che avere un polo sanitario monospecialistico, anche se ben gestito, venga considerato, dalla politica piemontese, un lusso che non ci possiamo permettere. Per questo motivo chiediamo all’assessorato di fare chiarezza. O si stabilisce quali strutture sanitarie si faranno carico della mole di lavoro svolta fino ad oggi dall’Oftalmico, e con quali costi supplementari, o dobbiamo concludere che a Torino le prestazioni oculistiche verranno consegnate ai privati, perché quelle ottenibili tramite il Ssn diventeranno una chimera con liste d’attesa fuori controllo».